Una rara Malvasia Nera dalla Basilicata
- 5 mag
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Tra la laguna veneziana, gli ortaggi di primavera e un vino costruito sull’equilibrio

La Malvasia Nera di Basilicata: un vitigno autoctono raro e prezioso.
La Malvasia Nera di Basilicata è un vitigno autoctono estremamente raro. Oggi, è quasi impossibile trovarlo vinificato in purezza. Negli ultimi due anni, ho scritto a consorzi, produttori, enoteche e vignaioli per raccogliere informazioni su questa uva, ormai quasi scomparsa dal racconto contemporaneo del vino lucano. Ho ricevuto pochissime risposte, ma la più interessante è arrivata dalla Cantina De Biase.
Un vitigno che armonizza gli assemblaggi
Mi hanno raccontato che, nel territorio del Grottino di Roccanova, la Malvasia Nera non è mai stata pensata per stare da sola. Storicamente, il suo ruolo è sempre stato quello di armonizzare gli assemblaggi. Porta morbidezza, eleganza aromatica, colore e una componente speziata e fruttata. Tutto ciò rende il vino più avvolgente al palato.
Se Sangiovese, Cabernet e Montepulciano costruiscono struttura, acidità e capacità evolutiva, la Malvasia Nera lavora quasi in sottrazione. Tiene insieme tutto senza mai imporsi.

L'elemento legante nel vino
Mi ha colpito profondamente questa idea del vitigno come elemento legante. È una presenza discreta ma essenziale, capace di dare identità al vino senza cercare protagonismo. Nel Nettare dell’Enotria della Cantina De Biase, la Malvasia Nera rappresenta solo il 15% dell’assemblaggio. Eppure, emerge chiaramente nel profilo aromatico e nella rotondità del sorso.
Al naso, si percepiscono piccoli frutti rossi maturi, spezie dolci, una lieve nota balsamica e quella morbidezza vellutata che accompagna il vino senza appesantirlo. Il sorso è generoso ma equilibrato, con una trama morbida sostenuta da una freschezza che invita continuamente al riassaggio.
La natura della Malvasia Nera di Basilicata.
Forse è proprio questa la natura della Malvasia Nera di Basilicata: non cercare il protagonismo, ma creare armonia. Ed è forse anche per questo che continua ad affascinarmi così tanto.


La primavera e i sapori della laguna
In questi giorni, sono comparse le prime barbabietole delle isole della laguna veneziana. Hanno un profumo dolce, terroso e quasi ferroso. Con una profondità vegetale che in primavera diventa più delicata e invitante, le ho abbinate a del tonno rosso appena scottato. Ho utilizzato una crema di barbabietola e pane tostato con hummus di barbabietola.
Un equilibrio di sapori
Sapori dal carattere deciso ma mai aggressivo, la dolcezza della terra, le note ferrose del tonno e la morbidezza del vino richiamavano al palato una bellissima sensazione di equilibrio. È questo che continuo a cercare nel vino, nel cibo e nel racconto: non la forza di una singola voce, ma l’armonia che nasce quando elementi diversi riescono a convivere naturalmente.
Un abbinamento spontaneo
Tra Venezia, la laguna e una Malvasia Nera di Basilicata quasi introvabile, l’abbinamento è nato in modo spontaneo.


