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Rocce Vulcaniche | i Colli Euganei

Colli Euganei e produzione vitivinicola

a cura di Laura Riolfatto


Colli Euganei | Laura Riolfatto photpgrapher

Dalla laguna di Venezia, in particolar modo dall’isola di Pellestrina, in giornate di aria tersa si vedono in lontananza delle piccole cime a forma conica, unici e isolati nella pianura veneta, sono i Colli Euganei.


Dall’altro campo, sempre in giornate limpide, dalla cima del Monte Gemola, si riesce a scorgere il campanile di Piazza San Marco a Venezia.


Queste colline di origine vulcanica, chiamate anche “colline veneziane”, si trovano nella zona sud-ovest di Padova e distano solamente 60 km dalla città di Venezia. Sorgono isolate nella pianura veneta e hanno dei rilievi con forme e altezze differenti, riconoscibili da lontano per la forma a cono. Oggi tutta l’area naturalistica dal 1989 è protetta e tutelata come “Parco Regionale dei Colli Euganei” e sono in lizza per entrare nel programma di Riserva della Biosfera promossa dall’Unesco.


Colli Euganei | Laura Riolfatto photpgrapher

In passato questa meravigliosa terra è stata luogo di soggiorno per nobili padovani e veneziani, che qui investirono costruendo lussuose dimore di campagna e aziende agricole dell’epoca, con coltivazioni di ulivi e vigneti. È un territorio ricco di città murate, borghi medioevali e antichi monasteri, dislocati in 15 comuni del territorio, tanto amati, citati e luoghi di ispirazione per poeti e letterati come Petrarca, Mozart, Goldoni, Goethe e Shelley.


Il clima è temperato, nelle zone più a sud è tipicamente mediterraneo, con inverni miti, estati calde e con una buona escursione termica fra il giorno e la notte. La disgregazione della roccia vulcanica è la peculiarità del suolo di queste colline, ricco di minerali e microelementi. È un territorio incredibile e con terreni di differente natura, vulcaniti con riolite, trachite e basalti, oppure rocce sedimentarie con scaglia rossa, biancone e marna, per finire con aree formate da terreni alluvionali. Il paesaggio euganeo denota una notevole biodiversità che è riuscita a mantenersi nei secoli grazie alla costante presenza di boschi e alle coltivazioni arboree, che hanno plasmato i versanti delle colline con olivi, mandorli, ciliegi, giuggioli, melograni e tra tutte l’affascinante vite, che continua a svolgere un ruolo importante e complesso.


Colli Euganei | Laura Riolfatto photpgrapher

La combinazione di vari fattori, la morfologia, il clima, la natura e l’unicità dei terreni fanno di questi splendidi Colli un territorio ideale per la coltivazione della vite e la produzione di ottimi vini.


La VITE è la VITA per questa meravigliosa terra.


Colli Euganei - il racconto di Laura Riolfatto

La tradizione della viticoltura in queste Colline è millenaria; già nell’antichità esistevano coltivazioni di vigne e reperti archeologici della civiltà paleoveneta ne testimoniano la presenza. Anche in epoca romana, la presenza della vite e del vino erano citate da diversi storici latini, tra cui Tito Livio. Diversi documenti segnalano in epoca medioevale la presenza di numerose “terre vitate” soprattutto nel Monte Ricco, che sovrasta la cittadina di Monselice. Un pioniere della viticoltura euganea fu il conte padovano Alberto da Baone, che dopo alcuni viaggi in Slavonia portò con se diverse “viti slave” da piantare nelle colline euganee, fu considerato lungimirante per aver dato vita alla costruzione viticola della zona, costruendo un patrimonio agricolo di notevole peso, siamo intorno al 1180. Il poeta Francesco Petrarca nel 1371 decantava la sua amata Arquà Petrarca come un luogo meraviglioso circondato da ulivi e vigneti. Nel periodo tra il 1500 e il 1600, i vini euganei furono elogiati e apprezzati dai nobili veneziani che li consideravano bevande deliziose. Un’altra figura importante fu il conte Augusto Corinaldi, che intono al 1868 portò nelle colline euganee vitigni provenienti dalla Francia e dalla Germania, esplorando il potenziale delle varietà straniere diede vita a vigneti sperimentali nella magnifica tenuta del Monte Lispida di Monselice. Così nel tempo i vari Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Carmenere, Furmint, Gamay, Syrah, Semillon, Sauvignon Blanc e Traminer furono oggetto di studio e ricerca in queste magnifiche colline.

Nel 1900 i conti Corinaldi, con il loro vino Cabernet, conseguirono un premio importante, il Gran Prix all’Esposizione Universale di Parigi, a noi piace pensare che questa avventura di eccellenza e sperimentazione abbia portato fino alla odierna tradizione del Rosso Colli DOC.


Colli Euganei - il racconto di Laura Riolfatto

Una data importante è il 1969, anno in cui viene riconosciuta la “DOC Colli Euganei”, si è trattato di un evento straordinario per l’intera comunità e il territorio, da quel momento il binomio qualità-origine territoriale, diventa imprescindibile.

È stato un faticoso riconoscimento, fatto di anni di fatica, di sacrifici, di famiglie di coltivatori, di duro lavoro in vigna e in cantina, in una terra contadina che ha saputo conciliare e trovare un equilibrio tra natura e progresso, e nel rispetto della tradizione ha saputo produrre e presentare vini sempre più eccellenti.


Colli Euganei | Laura Riolfatto photpgrapher

Il vino più rappresentativo dei Colli Euganei, che negli anni si è distinto a livello nazionale e internazionale, è sicuramente il Moscato Fior d’Arancio. Si produce in tre tipologie: spumante, fermo e passito; nel 2011 ha ricevuto il riconoscimento DOCG. È un vino ottenuto al 95% da vitigno aromatico moscato giallo, che si distingue per il netto profumo che richiama la zagara, il fiore dell’arancio, e per avere un corredo aromatico davvero intenso, con profumi di agrumi, pesca bianca matura, fiori bianchi e muschio fresco (da cui deriva il nome, in lingua tardo latina muscus = profumato). La provenienza di questa varietà è ancora incerta, si presume che l’origine sia siriana e che sia arrivata in Italia dalla Grecia durante il medioevo, grazie ai mercanti veneziani. Nel territorio euganeo ha saputo trovare un ambiente ideale per far risaltare tutte le sue qualità, uniche per intensità e complessità.


Colli Euganei | Laura Riolfatto photpgrapher

Non si possono descrivere queste Colline senza parlare del Serprino, vino bianco frizzante che rappresenta storicamente questo territorio. e un vino bianco perfetto per l’estate, di un bel giallo paglierino, è fresco e frizzante, leggero e profumato, con un bouquet floreale delicato e sentori fruttati di pera, mela e pesca bianca. Si beve bene, è ottimo per gli aperitivi e i primi piatti con le erbette del posto. Viene vinificato, secondo i disciplinari, come bianco frizzante e come spumante con metodo martinotti, il vitigno autoctono è la “serprina” biotipo della glera, che si usa per la produzione del Prosecco. La coltivazione e la produzione della serprina sono talmente radicate che, oramai, fanno parte della storia delle persone e della convivialità di questa terra.

Le altre produzioni di bianchi, non meno importanti, sono lo Chardonnay, il Pinot Bianco e il Manzoni Bianco, ricordando anche gli outsider con piccole produzioni in purezza di Pinello e Garganega.


Colli Euganei - il racconto di Laura Riolfatto

Raccontare del Colli Euganei Rosso è più complesso, perché significa narrare una storia fatta di lungimiranza, sperimentazione e specializzazione. Per capire come nascono questi intriganti vini dobbiamo tornare indietro, intorno al 1868, quando il conte Corinaldi, nelle sue tenute nel monte Lispida, primo di tutti in Veneto mette a dimora vitigni stranieri con elevate prestazioni: Melot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Carménère. Il conte intuisce subito il potenziale di questi vitigni, studierà addirittura i terroir più adatti ad ogni singola tipologia, tra i primi esempi del concetto di zonazione, introducendo l’utilizzo di tecniche enologiche di avanguardia, avvalendosi del supporto di illustri enologi stranieri, tra i quali il Sig. Lehner proveniente dalla Scuola di Klosterneuburg (la prima scuola di enologia del mondo).

In pochi anni la sua Cantina divenne la più grande e importante del Veneto, composta da 9 tunnel paralleli e 2.000mq di spazio, si racconta che tra la fine dell’800 e inizi del ‘900 si producevano 25.000 ettolitri di vino esportati in tutta Europa, nell’azienda all’epoca erano impiegate circa 600 persone.

Questa eredità ha portato i Colli Euganei a costruire una tradizione importante nella produzione di vini rossi. I suoli hanno un’influenza decisiva e fondamentale su questi vini; se vogliamo sintetizzare possiamo dire che la matrice vulcanica regala rossi complessi ed eleganti, mentre i suoli di origine calcarea danno vita a rossi più strutturati e con maggiore alcolicità. Un insieme di fattori positivi rendono questi “tagli bordolesi” profondi, eleganti, morbidi e allo stesso tempo potenti e longevi.

Una lunga e storica tradizione che fa pensare ... oramai questi vitigni sono più autoctoni che mai, visto come sono riusciti ad integrarsi perfettamente nell’ambiente euganeo da oltre un secolo.


Colli Euganei - il racconto di Laura Riolfatto

Abbiamo visto come questo territorio abbia una lunga storia di tradizione agricola e sia altamente vocato alla viticoltura, ma cosa manca a questi vini per competere con le più celebri denominazioni nazionali? La qualità di alcune produzioni rimane eccellente, ma ancora sono misconosciute e non riescono a sfondare a livello nazionale e internazionale. Forse la mancanza di una tradizione nel produrre prodotti di alta qualità e l’assenza di un vitigno autoctono forte che possa contraddistinguersi al pari un sangiovese o di un nebbiolo, fanno si che questo territorio sia rimasto indietro rispetto ad altre regioni o territori che hanno spinto fortemente sulla loro identità. Forse identità è la parola più corretta, manca l’unicità, la proprietà di distinguersi e di concentrarsi su una produzione che possa identificare il terroir euganeo al consumatore. La mia vuole essere una riflessione, un pensiero che molte volte mi sono posta nel presentare la produzione viticola di queste Colline.


Colli Euganei - il racconto di Laura Riolfatto

Il consiglio rimane quello di visitare e perdersi in queste terre, di annusare i profumi dei boschi e di assaggiare i prodotti locali, di conoscere questi luoghi singolari e affascinanti e le persone che ci abitano, di girare a piedi o in bicicletta in questi colline vulcaniche circondate da vigneti e boschi, flora mediterranea e alpina, da borghi e castelli, ville venete e acque termali, monasteri e acquedotti romani, percorsi da trekking e passeggiate tra gli ulivi, ciliegi e giuggioli, trovando qualche ora di pace in un tipico agriturismo del posto, assaggiando buoni piatti della tradizione contadina e degustando ottimi vini.


“… ai Colli Euganei, monti fertilissimi e pampinosi, pieni d’ulivi e vigneti con ville e case numerose dei cittadini e paesi ricchi d’ogni bene”.


Albertino Mussato, 1317


 

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