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INTERNO CON Sonnrain | sinfonia PIWI

wine setting idea #22

a cura di Laura Riolfatto


venice wine blogger


Quando si parla di vini ottenuti da vitigni PIWI si sentono sempre pareri contrastanti.


Nel mio girovagare alla ricerca di piccoli vignaioli altoatesini, mi sto imbattendo e confrontando sempre più spesso con produttori che credono fortemente nella coltivazione dei vitigni PIWI. Per loro bisogna guardare e degustare oltre, non rimanere fermi a preconcetti e non pensare alle caratteristiche di un vino solo da un punto di vista organolettico. In sintesi, mai giudicare prima di capire fino in fondo la filosofia e il lavoro che sta dietro ad una produzione simile.

È evidente che questa tipologia di vite è più resistente a malattie fungine e riduce notevolmente l’impatto ambientale della viticoltura utilizzando sempre meno prodotti chimici e fitosanitari, garantendo quindi un’uva filosoficamente e praticamente più sostenibile e sana. Dall’altro però, sempre più oppositori sono scettici sulle qualità organolettiche di questi vini, i quali sembrerebbero garantire meno complessità, meno eleganza e minor qualità rispetto ai vini tradizionali.


Venezia vini naturali

Lasciando da parte lo scetticismo, credo che bisognerebbe andare oltre l’etichetta e avvicinarsi a queste produzioni solo con grande curiosità e rispetto, cercando di degustare e apprezzare questi vini senza la presunzione di trovare le stesse prestazioni del vino convenzionale.


Thomas Niedermayr è forse la figura più impegnata e rappresentativa quando si parla di viticoltura PIWI in Alto Adige. La sua visione è pionieristica e i suoi vini, audaci e anticonformisti, vanno nella direzione di una produzione sostenibile e naturale. L'azienda agricola di Thomas si trova a San Michele di Appiano sulla strada del vino, in provincia di Bolzano, da oltre 25 anni è certificata biologica e da oltre 30 anni vinifica solo varietà di vitigni PIWI.


vino naturale | natural wine

vino naturale | natural wine

Da tempo volevo conoscere Thomas e degustare le sue produzioni raccontate da lui, ho fatto visita alla Cantina lo scorso febbraio e i suoi vini mi hanno notevolmente stupita, per la loro freschezza, per i loro profumi complessi, per la loro struttura e la capacità, a mio avviso, di essere facilmente abbinabili in cucina, cosa non da poco e comunque sempre apprezzabile.


Sonnrain, vino definito come un'armoniosa sinfonia, è una cuveè bianca ottenuta da 3 varietà sperimentali, con una predominanza di Solaris. Bello, lucente, di un giallo intenso, ricorda profumi intensi di rose selvatiche, frutta gialla estiva, susina e pesca, note sempre estive di fieno ed erbe aromatiche con un finale speziato di noce moscata. L'assaggio è elegante, il vino è morbido e avvolgente, in bocca gli aromi confermano i sentori aromatici di erbe e spezie, freschezza e sapidità spiccano tra tutti, lasciando un lunga e bella persistenza in bocca. Ho trovato questo vino di estrema eleganza e l'ho abbinato ad un piatto di pesce che mi piace preparare spesso in primavera, gamberoni alla greca, saltati nel wok con olive nere, capperi, limone e fiori di rosmarino. L'ho trovata una grande accoppiata, davvero apprezzabile, che è riuscita ad esaltare entrambi nella giusta misura, senza prevaricazioni e lasciando un gran piacere in bocca di incredibili e bilanciati aromi.


venice wine blogger

venice food photographer

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Sonnarain è prodotto con vigne sperimentali PIWI piantate nel 1999, ad Appiano Monte a circa 520 mt s.l.m. vicino le buche di ghiaccio, con terreni argillosi e calcarei con forte percentuale di roccia dolomitica. La lavorazione delle viti e la vendemmia avviene manualmente e in Cantina vengono usati solo lieviti indigeni, quindi fermentazione spontanea, breve macerazione sulle bucce, maturazione prima in acciaio, poi botti di legno neutre da 500 L. e alla fine nessuna filtrazione. Il grosso lavoro della Tenuta porta a risultati davvero piacevoli e intriganti, regalando vini PIWI estremamente eleganti e decisamente poco selvatici rispetto ad altri tanti prodotti d'Oltralpe.


Il mono-sistema-vigna non viene contemplato, per loro la biodiversità in vigneto è molto importante, soprattutto nel terreno e il mondo sotterraneo con le radici è il punto decisivo per la crescita sana e perfetta della pianta. Le radici drenano il terreno e sono responsabili di portare giù nutrimento, azoto, carbone e tanta biomassa che forma l'hummus naturale, questo permette di non utilizzare concimi chimici e di sintesi. Ecco quindi che le lungo il vigneto di Thomas troviamo erba alta, cespugli, siepi, erbe vagabonde, fiori, grano, mais, leguminose e segale ... un giardino in movimento, spazio in cui la natura non è assoggettata e soffocata dalle briglie di un progetto umano, come lo definirebbe Gilles Clèment si apprende l'arte di favorire e incoraggiare la natura.

Non solo biologico quindi, ma tanta biodiversità in vigneto, un processo logico per arrivare a produrre vini sostenibili, con meno interventi e lavorazioni possibili per mano dell'uomo.


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L’acronimo PIWI deriva dalla lingua tedesca Pilzwiderstandsfähig, che significa viti resistenti ai funghi. I vitigni PIWI hanno un'elevata resistenza alle malattie fungine e quindi consentono una significativa riduzione dell'uso di pesticidi e di sostanze sintetiche nel vigneto, sono robusti, forti e rispetto alle piante di vite tradizionali resistono bene a organismi patogeni.

Le prime ricerche e i primi incroci di impollinazione artificiale sono stati fatti in Francia a fine ‘800 e poi si sono diffusi in Europa, nello specifico in Germania. L’obiettivo originario di queste ricerche era finalizzato a incrociare varietà di vite da vino europee con varietà di vite americane, trovando un equilibrio tra le due e cercando di combinare la resistenza delle varietà americane con la qualità organolettica dei vitigni europei.

Un limite di questi vitigni è l'aspetto legislativo, infatti non possono rientrare nella produzione di vini a denominazione, per intenderci DOC e DOCG. In Italia abbiamo 36 varietà iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, per un totale di 640 ettari dedicati, il Veneto è la regione con più ettari vitati, seguita da Friuli Venezia Giulia, Trentino, Alto Adige, Emilia-Romagna e Lombardia.



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Tenuta Hof Gandberg – Thomas Niedermayr |

San Michele di Appiano sulla strada del vino, Bolzano


SONNRAIN |

Vigneti delle Dolomiti IGT

Vino biologico

13 %VOL | 2019

Cuveè bianca di 3 varietà PIWI (componente principale Solaris)




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